Chandra Livia Candiani (parte II)

All’incontro del gruppo di poesia di ieri ho proseguito il discorso sulla poetessa Chandra Livia Candiani, iniziato nell’incontro dell’aprile 2014. Ho parlato infatti della nuova raccolta di poesia che la Candiani ha appena pubblicato per Einaudi. Il titolo del libro è La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore. In occasione della nuova pubblicazione l’autrice ha incontrato i lettori a Milano in una libreria del centro; ha parlato di come alla base dell’ispirazione di queste nuove poesie ci siano i bambini che incontra nelle scuole elementari delle zone periferiche di Milano, dove tiene corsi di poesia. Sono bambini dalle infanzie difficili. Sono bambini che lei chiama “bambini pugili” proprio perché sopravvivono a situazioni problematiche. Il titolo della raccolta è quindi da intendersi in senso letterale. Il bambino pugile accetta le sfide. Entra nel conflitto a viso aperto, magari tremando; è gentile, ma non cortese; non media; non fa finta di non vedere le cose che non vanno. Anche la poesia aiuta in questo: la poesia aiuta a mantenere in vita la parte pulita che c’è in ognuno di noi. La poesia non pacifica tutto. La Candiani ha fiducia nella parola, la sua è una poesia che si apre a un abbraccio con il mondo. Come la poetessa stessa ha detto, pur avendo avuto una vita difficile, non vuole uscire dalla vita con amarezza, ma con fiducia e con gioia.
Propongo la poesia che dà il titolo alla raccolta:

Una bambina pugile nello specchio

Certe mattine
al risveglio
c’è una bambina pugile
nello specchio,
i segni della lotta
sotto gli occhi
e agli angoli della bocca,
la ferocia della ferita
nello sguardo.
Ha lottato tutta la notte
con la notte,
un peso piuma
e un trasparente gigante
un macigno scagliato
verso l’alto
e un filo d’erba impassibile
che lo aspetta
a pugni alzati:
come sono soli gli adulti.

Link: http://www.ilprimoamore.com/blogNEW/blogDATA/spip.php?article1235
(sito dove potete trovare interviste a Chandra Livia Candiani, in particolare sulla sua esperienza nei corsi di poesia per bambini)

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Alla luna (poesia di Percy Bysshe Shelley)

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Alla luna (traduzione di Franco Buffoni)

I

Sei tu pallida di stanchezza

Perché sali in cielo e scruti la terra

Vagando sola tra stelle di nascita

Ben differente,

E perché muti sempre, come un occhio triste

Che non trova oggetto degno di attenzione?

II

Tu, sorella diletta dello spirito

Che in te si fissa finché pietà non sente.

 

(Poesia tratta dal volume  secondo di Poeti romantici inglesi, a cura di Franco Buffoni, Tascabili Bompiani, 1990)

Chandra Livia Candiani

Da “Bevendo il tè con i morti” (2007)

Il morto che ha paura di vivere
si alza di notte
rassetta la terra
cambia l’acqua ai fiori
della tomba
si siede a guardare le stelle
da lontano. Sfugge
le rassicuranti chiacchiere
dei vissuti, ora come allora,
spiega l’anima stanca
come un tempo i vestiti
e a un tratto la terra
gli si rivela
piccola e minuziosa
nei solitari compiti
di fiorire e tramontare.

Chandra Livia Candiani è nata nel 1952 a Milano, dove vive.
Traduce dall’inglese testi buddisti.
Ha pubblicato due libri di fiabe: Fiabe vegetali (Aelia Laelia, Reggio Emilia 1984), e Sogni del fiume (La biblioteca di Vivarium, Milano, 2001).
I suoi libri di poesia sono: Io con vestito leggero (Campanotto, Udine 2005); La nave di nebbia – Ninnananna per il mondo (La biblioteca di Vivarium, Milano 2005), La porta (La biblioteca di Vivarium, Milano 2006), Bevendo il tè con i morti (Viennepierre, Milano 2007), La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore (Einaudi,Torino 2014).
Nel 2001 ha vinto il premio Montale per l’inedito.
Conduce seminari di poesia nelle scuole elementari.

(Poesia e notizie biografiche tratte da: Nuovi poeti italiani n. 6, a cura di Giovanna Rosadini, Giulio Einaudi Editore, 2012; ho preso in prestito questo libro presso la Biblioteca Comunale “Franco Galato” di Gorgonzola, che ha un reparto dedicato alla poesia italiana veramente notevole)

Bashō

Haiku del poeta Bashō (1644-1694):

Al profumo dei pruni,
d’improvviso, appare il sole,
sul sentiero montano!

(Riferimento bibliografico: Haiku, a cura di Leonardo Vittorio Arena, BUR Rizzoli, Milano, 1995)

Padre, se anche (poesia di Camillo Sbarbaro)

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi un uomo estraneo
per te stesso egualmente t’amerei.
Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno
che la prima viola sull’opposto
muro scopristi dalla tua finestra
e ce ne desti la novella allegro.
E subito la scala tolta in spalla
Di casa uscisti e l’appoggiavi al muro.
Noi piccoli dai vetri si guardava.

E di quell’altra volta mi ricordo
che la sorella bambinetta ancora,
per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
dalla paura ti mancava il cuore :
chè avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l’ attiravi al petto,
e con carezza dentro le tue braccia
l’ avviluppavi come, per difenderla
da quel cattivo ch’eri tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
padre, se anche fossi a me un estraneo,
pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

Le foglie del rosaio (poesia di Ada Negri)

Ada Negri
Le foglie del rosaio
da Il dono (1936)

Amo le foglie del rosaio, quando
spuntan, verdi non già, nell’aspro marzo,
ma d’un rosso di porpora, venato
di sangue se vi splende a tergo il sole.
Tali son forse i rami dei coralli
nell’intrico d’immobili foreste
sottomarine; ma il rosaio in terra
li vince con la sua bellezza viva
che in un’altra bellezza si trasforma
di dì in dì. Le foglie a mezzo maggio
larghe e verdi saranno, ed innervate
di forza; e il ramo, in vetta, avrà il suo fiore.

Buson

Si può sentire persino
la neve frantumarsi –
com’è buio!

Haiku di Buson (1715-1783)

(Riferimento bibliografico: Haiku, a cura di Leonardo Vittorio Arena, BUR Rizzoli, Milano, 1995)