“Chromesthesia, la notte atlantica” Paolo Rindi

Posto il confine di un attimo/ nell’eterno, può iniziare il viaggio (da “Passeggiata”)

Chromesthesia – La notte atlantica è il titolo della raccolta di poesie di Paolo Rindi, lo studente appena ventenne che scomparve tragicamente durante una camminata in solitaria nella Val Grande il 1 febbraio 2016.

La raccolta di poesie ha una prefazione di Fabio Scotto: oltre a mettere in evidenza il legame con Arthur Rimbaud (il titolo della raccolta, i titoli delle varie sezioni che la compongono, e il fatto che, come il poeta francese, anche Paolo era un Wanderer, un camminatore), Scotto spiega che  per il ragazzo la poesia era un pharmakon, una cura; c’è anche una postfazione: è scritta da Rosa Zanotti, che è poetessa  e soprattutto è stata insegnante di scienze umane di Paolo per tutti i cinque anni delle scuole superiori. L’insegnante lo definisce un ragazzo in cerca della libertà come testimoniano le frasi prese dai suoi taccuini di viaggio, e dice: “Come i creativi aveva affinato i sensi e sapeva guardare al mondo nella sua complessità, con uno sguardo attento, anticonformista e autentico, cercando di penetrare lo spazio interiore del mondo, la congiunzione tra superiore e inferiore, costruendo un suo itinerario di crescita attraverso arte, filosofia, fedeltà alla terra”.

Su Youtube potete vedere il video della puntata del programma Poetando Ergasterio del canale televisivo  Rete55, condotta da Filippo Brusa e come ospiti Rosa Zanotti e Corrado Santini, amico di Paolo:

https://www.youtube.com/watch?v=cDdXxEZnxMI

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(In copertina c’è un’opera a china e acquerello di Giorgia Scarantino, dal titolo Agàpe. Come spiega Rosa Zanotti, il giorno della maturità Paolo aveva un fiore all’occhiello, era l’agapanto, che significa il fiore dell’amore, soprattutto amore per la conoscenza.)

La raccolta è divisa in cinque sezioni, ognuna delle quali prende il nome da un colore. Dalla sezione “Poesia bianca” ho scelto la poesia “Incontro di pace”:

Durante la pioggia tropicale

bevemmo tè colorato

accompagnandoci nei sorsi

da tre biscotti di burro.

Uno per te, uno per me,

e uno per noi.

 

Dalla sezione “Poesia nera” ho scelto la poesia “Per sempre”:

Assaporammo tutta la notte

i meravigliosi grappoli.

Bevemmo l’acqua d’oro

e l’alba ci trovò seduti

sull’orlo della fontana

nella vigna non più d’oro.

 

O dolce mio amore,

confessa al viandante

che non abbiamo saputo morire

negandoci il frutto saporoso

e l’acqua d’oro, come la luna.

 

E aggiungi che non morremo più

e che andremo per la vita

errando per sempre.

 

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Chromestesia – La notte atlantica, Paolo Rindi, Nuova Editrice Magenta, 2017,  79 pagine.

“A me pare uguale agli Dei” Saffo, traduzione di Salvatore Quasimodo

 

A me pare uguale agli Dei,

chi a te vicino, intento così dolce

suono ascolta mentre tu parli

 

e ridi amorosamente. Subito a me

il cuore in petto s’agita sgomento

solo che appena ti veda, e la voce

 

si perde sulla lingua inerte.

Rapido fuoco affiora alle mie membra,

e ho buio negli occhi e il rombo

del sangue alle orecchie.

 

E tutta in sudore e tremante

come erba patita scoloro:

e morte non pare lontana

a me rapita di mente.

 

Traduzione di Salvatore Quasimodo

Advice to a girl (poem by Sara Teasdale)

No one worth possessing
Can be quite possessed;
Lay that on your heart,
My young angry dear;
This truth, this hard and precious stone,
Lay it on your hot cheek,
Let it hide your tear.
Hold it like a crystal
When you are alone
And gaze in the depths of the icy stone.
Long, look long and you will be blessed:
No one worth possessing
Can be quite possessed.

Giornata mondiale della poesia 2015

Ieri sera il Gruppo Poesia di Gessate si è riunito in biblioteca per festeggiare (con un po’ di anticipo) la Giornata Mondiale della poesia che si celebra sabato 21 marzo. Ognuno ha letto una poesia; quella che ho scelto io è All’immaginazione di Emily Brontë, traduzione di Anna Luisa Zazo (poesia che potete trovare qui).

Antonia Pozzi e la montagna

 

La montagna è, insieme alla fotografia, la grande passione della poetessa Antonia Pozzi.

Nel 1917 la famiglia Pozzi acquista una villa settecentesca a Pasturo, un paese della Valsassina.
Pasturo diventa il luogo di villeggiatura estiva e soprattutto diventa per la poetessa un rifugio dove si ritira per leggere, scrivere e per fare escursioni sulla amata Grigna. Di queste escursioni, oltre alle poesie,rimangono belle fotografie che contribuiscono a testimoniare il grande amore della Pozzi per la montagna. Si può dire che la montagna è per Antonia il posto dove ritrova le cose a lei più care, dove trascorre le sue giornate più vere.
Questo attaccamento alle montagne lombarde è espresso anche nel testamento. La Pozzi infatti scrive: “Desidero di essere sepolta a Pasturo, sotto un masso della Grigna, fra cespi di rododendro”. E così è stato, infatti la poetessa riposa a Pasturo (la villa dei Pozzi oggi è sede dell’Archivio Pozzi ed è proprietà della congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue).

Tra le numerose poesie che Antonia Pozzi dedica alla montagna mi piace molto Acqua alpina:

 

Acqua alpina

 

Gioia di cantare come te, torrente;

gioia di ridere

sentendo nella bocca i denti

bianchi, come il tuo greto;

gioia d’essere nata

soltanto in un mattino di sole

tra viole

di un pascolo;

d’aver scordato la notte

ed il morso dei ghiacci.

 

(Breil) Pasturo, 12 agosto 1933

 

 

Maria Luisa Spaziani

Durante gli incontri del Gruppo Poesia abbiamo parlato più volte di Maria Luisa Spaziani, scomparsa il 30 giugno 2014. Per ricordarla ho scelto la sua poesia d’amore Come in una cattedrale:

Entro in questo amore come in una cattedrale,
come in un ventre oscuro di balena.
Mi risucchia un’eco di mare, e dalle grandi volte
scende un corale antico che è fuso alla mia voce.

Tu, scelto a caso dalla sorte, ora sei l’unico,
il padre, il figlio, l’angelo e il demonio.
Mi immergo a fondo in te, il più essenziale abbraccio,
e le tue labbra restano evanescenti sogni.

Prima di entrare nella grande navata,
vivevo lieta, ero contenta di poco.
Ma il tuo fascio di luce, come un’immensa spada,
relega nel nulla tutto quanto non sei.