La luna in poesia: Sibilla Aleramo (1876-1960)

LUNARE

Luna falcata fra correnti nubi
alta sul ciglio di rupi nere,
e pensier e sensi in me d’eterna notte,
argentata appena da fuggente beltà.

Per tutta la vita volli de’ miei giorni
Far cosa di luce, cosa d’amore,
ed essi posi avanti ogni mia arte,
e d’essi feci poesia perenne,

oh, giorni, trascoloranti riviere,
giorni miei duri diamanti!

Ma in eterno non saprò se errai,
se più savio era per l’opere sole vivere,
opere tante create più che vivo palpito,
e dai baci dai pianti dai sogni,
se saggezza umana sotto i cieli respira,
voler più fortemente trarre statue e leggi,
trarre un canto più di me grande.

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