La luna in poesia: Emily Brontë (1818-1848)

(Traduzione di Anna Luisa Zazo; poesie tratte dal volume Anne, Charlotte, Emily Brontë: Poesie, a cura di Silvio Raffo, Mondadori, 2004)

2.
Freddo chiaro azzurro il cielo del mattino
distende in alto il suo arco
fredde chiare azzurre le acque del Werna
riflettono il cielo invernale
la luna è tramontata
Venere splende in argenteo silenzio.

6.
Piegata da un vento in tempesta erica alta oscillante
mezzanotte chiarore lunare luminose stelle
tenebre e gloria gioiosamente riunite
terra che sale al cielo cielo che alla terra discende
lo spirito umano liberando dal suo cupo carcere
ogni vincolo infrangendo ogni sbarra e catena

Selvagge foreste sui fianchi della montagna
prestano voce possente al vento che dà vita
fiumi che si uniscono al canto di gioia
rompendo gli argini percorrendo le valli
più fonde più vaste precipitando le acque
nulla lasciando che desolato deserto

Splendore e tenebre e fecondità e morte
dalla notte al giorno continuo fluire
fragore di tuono dolce sospiro di musica
ombre su ombre che avanzano e fuggono
lampi improvvisi che sfidano l’ombra
rapidi a giungere veloci a svanire

45.
Sono felice quanto più conduco
l’anima lontana dalla sua veste d’argilla
nel vento della notte quando la luna è chiara
e lo sguardo spazia in mondi di luce

Quando io non sono e nessuno è con me
terra né mare né cielo senza nubi
soltanto lo spirito libero e vagabondo
nella vasta infinita immensità

80.
Ho sostato sulla porta ho innalzato lo sguardo
ho contemplato il cielo e le montagne scure
il plenilunio faceva vela nell’oceano celeste
i venti mormoravano arcani mormorii

E sono entrata tra le mura della scura casa-prigione
sorgeva misteriosa dalle onde dell’erica

133.
È la luna una luna d’estate
quieta silenziosa e chiara
l’ora solenne di mezzanotte
diffonde dolci pensieri ovunque

Ma più che altrove là dove gli alberi
innalzano rami dolci di brezza
o piegano a terra le fronde
e offrono un sicuro rifugio

E là in quei liberi pergolati
giace una forma armoniosa
erba verde e fiori umidi di rugiada
dolci ondeggiano attorno al viso

134.
The Night-Wind

Nella mite mezzanotte estiva
splendeva senza nubi la luna
dalla finestra aperta della stanza
sui roseti umidi di rugiada

Sedevo sognando in silenzio –
la brezza mi gonfiava i capelli
mi diceva che il cielo è glorioso
e bella la terra addormentata –

Ma quei pensieri erano già in me
prima ancora che spirasse il vento
pure continuava a sussurrarmi lieve
«Come saranno oscuri i boschi!»

«Le fronde al soffio del mio respiro
Stormiscono simili a un sogno,
e le loro innumeri voci
sono come istinto di vita»

Io dissi: «Vai dolce cantore,
la tua voce che accarezza è dolce
ma non credere che la sua musica
possa giungere alla mia mente –

«Gioca coi fiori profumati,
coi ramoscelli dei giovani alberi –
i miei sentimenti umani
seguiranno liberi la loro via.»

L’errante non voleva lasciarmi
più caldo si fece il suo bacio –
«Oh, vieni» sospirava soave
«saprò vincere il tuo aspro volere –

«Non è lunga la nostra amicizia?
Sin dall’infanzia ti ho amato
sin da quando tu hai amato la notte
che nel silenzio ridesta il mio canto.

«E quando il tuo cuore riposerà
sotto la pietra del cimitero
io avrò molto tempo per piangere
tu per essere sola.» –

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