La luna in mitologia

Diana cacciatrice, Guercino

Diana cacciatrice, Guercino

Diana e Atteone_Tiziano

Diana e Atteone, Tiziano

Diana sul carro,_Correggio

Diana sul carro, Correggio

Diana ed Endmione, Palazzo Farnese, Roma

Diana ed Endimione, Annibale Carracci

Dal libro Galaxias: miti e realtà di stelle e pianeti, di Mario e Giovanni Cavedon, Rizzoli, 1983:
p. 98
(…) in periodi successivi e in località diverse la luna venne identificata con varie divinità. Luna era il nome di una divinità italica, venerata dapprima dai sabini e dagli etruschi e successivamente dai romani. I greci chiamavano Selene l’astro, ma i poeti più antichi usavano dirlo anche Mene, nome che s’incontra per esempio nell’Iliade; Selene, figlia di Iperione e sorella di Elio (il Sole), era comunque una divinità minore, e l’astro venne perciò identificato anche con altre divinità più importanti. La greca Persefone o la Proserpina latina potevano essere preferite a Selene, ma furono soprattutto Artemide per i greci e Diana per i latini le divinità più spesso associate alla Luna. Diana era la dea della natura e della caccia; come lei, rigidissima nell’applicare questa regola, tutte le sue compagne dovevano mantenersi caste (…). La castità di Diana, che si rispecchia forse nell’argenteo e apparentemente gelido disco lunare quando risplende al plenilunio, ebbe tragiche conseguenze per Atteone, un cacciatore che l’aveva scorta mentre si bagnava, nuda naturalmente, in un fiume; non aveva altra colpa Atteone, ma la castissima Diana lo tramutò in cervo e lo fece dilaniare dai cani.
Greci e latini probabilmente non sempre ammirarono Diana, proprio per la sua spietata crudeltà; nell’Iliade si racconta che, non avendo ricevuto dal padre di Meleagro le offerte prescritte, Diana mandò un feroce cinghiale nelle terre di Calidonia; il cinghiale distruggeva le vigne e abbatteva alberi carichi di frutti (…).
Se Diana era crudele, Selene era invece deliziosamente tenera: quando Endimione s’innamorò di lei, lo sprofondò in un sonno eterno che lo conservava bellissimo e giovane; e tutte le notti Selene scendeva dal cielo per visitarlo nella grotta in cui dormiva. (…)

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